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| SCHEDA PRODOTTO |
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| Compositore/Musicista |
| Buscaroli Piero |
| Titolo |
| Piero Buscaroli svela l'imbroglio del Requiem - pagine 109 - LIBRO |
| Etichetta |
| ZECCHINI EDITORE |
| Numero CD |
| 1 |
| Prezzo € |
| 20.0 |
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| Premi ricevuti |
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| Codice catalogo Discoland |
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| 95604 |
versione
stampabile
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| LE VOSTRE RECENSIONI |
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| recensione di ZECCHINIEDITORE |
| Mozart non volle finire il Requiem perché ne aveva vergogna. Come deliberata punizione del vanitoso bugiardo che gli aveva negato il diritto a firmare il suo ultimo lavoro, scrisse il Requiem del conte Walsegg Stuppach, e non il Requiem di Mozart. Ma il piacere della vendetta gli fu tolto dal terrore, presto sopraggiunto, che con tanti che ne mormoravano il «segreto», l «Requiem del conte Walsegg» venisse davvero attribuito a lui. Il mistero, i cento misteri del Requiem, sono tutti qui. Io me ne persuasi dopo che nel 1991 ebbi comperato a Milano una delle nove copie che vi si vendettero nella seconda edizione, «Offenbach a/M, bey Joh. André, 31 December 1826», che contiene la lettera in cui l’oboista Zawrzel di Amsterdam aveva raccontato all’André tutta la miserabile storia. Il racconto, saldo e coerente, provvisto d’ogni evidenza di autenticità, fu dapprima coperto e soppresso, poi ignorato e infine dimenticato dai musicologi affinché trionfasse la catasta di menzogne che, fino al giorno in cui crepò, il 6 Marzo del 1842, cinquant’anni e tre mesi dalla morte del primo Marito, inventò e raccontò Constanze vedova Mozart e poi vedova del Consigliere Von Nissen (il Von nobiliare era un’altra invenzione sua). Friedrich Blume aveva intuito la verità, lo desumo da un vago e pure acuto accenno; ma, già vecchio, non ebbe l’animo di impegnarsi in una rissa austriaca di quel calibro. |
voto:
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