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Vivaldi Antonio
Concerto per oboe RV 449, 454, 461, 451, 460, 455
Ensemble Respighi, P.Grazia
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| recensione di Soundandmusic (2009-03-17 19:20:42.0 da 82.90.69.163) |
Non c’è dubbio sul fatto che Vivaldi sia rimasto subito conquistato dal timbro ricco e pastoso e dalle notevoli possibilità tecniche ed espressive offerte dall’oboe, strumento che si era ormai imposto da tempo nelle orchestre e che, da semplice rinforzo degli archi, si stava ritagliando un ruolo sempre più importante in chiave solistica. I primi concerti per oboe vennero presumibilmente composti poco dopo il 1710, in una Venezia ancora in gran parte monopolizzata dalla produzione proveniente da Oltralpe. Grazie al contributo di Tomaso Albinoni – sua è la prima raccolta di concerti per oboe di autore italiano a ottenere la dignità di stampa, essendo stata pubblicata a Venezia nel 1715 – Vivaldi impose uno stile prettamente italiano, basato su una irrefrenabile vitalità ricca di passaggi virtuosistici nei movimenti veloci e su una distesa cantabilità dai tratti inconfondibilmente teatrali negli Andanti. Un’altra caratteristica prettamente vivaldiana risiede in una scrittura che sembra pensata per il violino, come dimostrano le frasi lunghissime, che obbligano ancora oggi gli interpreti a eseguire passaggi interminabili praticamente in apnea.
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